volontarioNonostante le difficoltà che ci coinvolgono tutti in questi giorni, i nostri Elfi lavorano in Collina, cercando di diminuire il più possibile le importanti distanze che dobbiamo mantenere in questi giorni. Intervistiamo oggi Gabriele, volontario in Collina quasi fin dagli inizi della storia della nostra Associazione.

Ciao Gabriele e grazie per aver partecipato a questa intervista! Ti andrebbe di presentarti al nostro pubblico e raccontarci “che cos’è per te La Collina degli Elfi”?

Io sono Gabriele, ho 23 anni e sono circa 8 anni che sono volontario alla Collina Degli Elfi, per la precisione dal 2012. In realtà, conosco Collina da un po’ più tempo, da quando durante un estate-ragazzi ho fatto una gita in Collina e lì ho trovato ad aspettarmi il magico parco dell’associazione ed alcuni dei suoi membri; così è nato tutto: ho partecipato ai vari eventi di promozione prima dell’apertura e mi sono rapidamente innamorato di questo progetto. Nel 2012 avevo ancora 15 anni e, sebbene per diventare volontari sia necessario averne 16, mi è stato comunque permesso di accedere ai corsi di formazione. L’apertura ufficiale di Collina è avvenuta nel settembre 2012 ed io sono orgoglioso di aver potuto partecipare a quello che è stato il “progetto pilota” dell’Associazione, dove, nelle poche settimane di quell’estate, sono state ospitate le prime famiglie. Per cui, effettivamente non sono parte dell’Associazione da quando è nata, ma sono in Collina da quando essa è diventata una realtà concreta e con un impatto effettivo sui piccoli ospiti e sulle loro famiglie.

Che cos’è per me Collina? A me piace dire che Collina è una persona, in particolare un bambino di nome Francesco, che mi rimarrà per sempre nella testa e nel cuore. Francesco è un bambino che conobbi una Domenica pomeriggio particolarmente difficile: Francesco non volle staccarsi da sua mamma, in nessun modo, e non riuscì quindi a fare nessuna delle attività dedicate ai bambini. Ebbi l’occasione di vederlo anche nei giorni successivi, in altri turni in cui mi ero reso disponibile, tra cui il Mercoledì, in cui iniziò a staccarsi dalla mamma ed a fare attività e giochi con i volontari. Ad un certo punto io e gli altri volontari bambini presenti proponemmo una delle attività più notoriamente “fighissime” tra i bambini: la battaglia dei cuscini. Quello fu probabilmente il momento di svolta all’interno della sua settimana. Francesco lo rividi anche il Venerdì della stessa settimana, in cui non chiese mai della mamma. La sera, dopo che ci fummo salutati, mi sentii chiamare dalla mamma del bambino: <<Gabriele, puoi venire un attimo? Francesco dice che se non ci sei tu non vuole lavarsi i denti!>>. Ecco, credo proprio che questo sia l’aneddoto giusto per raccontare “che cos’è Collina”: una transizione, il cambiamento di un bambino che inizialmente nemmeno riusciva a staccarsi dalla mamma e che dopo una settimana ha iniziato giocare con i bambini e con i volontari. Mi piace pensare che sia riuscito a fidarsi delle altre persone, permettendo anche alla madre di dedicare un po’ di tempo a sé stessa, cosa che probabilmente le mancava da anni. Ecco, questa è una delle caratteristiche che credo rispecchino maggiormente Collina e che la rendano quella che è.

Gabriele è volontario in Collina da tanto tempo ed ha ricoperto nel corso degli anni diversi ruoli: ti andrebbe di raccontarci un po’ il tuo percorso?

Da cinque anni ho iniziato l’università e ormai da tre anni a questa parte, proprio a causa degli studi, non sono riuscito a dare lo stesso tipo di disponibilità che davo all’inizio. Ho quindi cercato di rendermi presente anche da lontano, meno fisicamente e più “virtualmente”. Mi sono quindi proposto di collaborare in un altro campo di mio interesse: l’informatica. Da quel punto ho iniziato a dare una mano in tutto quello che c’è “dietro” collina e che spesso non si vede. In particolare, ho iniziato ad occuparmi dell’ambito della digitalizzazione di Collina, della gestione del sito e della parte tecnico-informatica.

Quali sono gli ambiti informatici di cui ti occupi in Collina?

Per la precisione, mi occupo in particolare della Newsletter, assieme a diversi volontari tra cui Federica, Francesco, Giulia, Marisa, Mirco e Giorgia, e che ogni mese viene inviata a tutti i nostri contatti. Io gestisco la parte informatica: prendo i testi e, dopo avergli dato una forma grafica più accattivante, li spedisco a tutti i nostri contatti. Oltre questo, mi occupo del “CRM”, il Customer Relationship Management, un programma per gestire il sistema di relazioni che l’ecosistema Collina instaura col mondo esterno, dal donatore alle famiglie ospiti, alle istituzioni, fino alle aziende con le quali collaboriamo.

Come pensi la tecnologia influisca nella vita in collina?

Collina, in questo periodo di quarantena, ha dovuto necessariamente fermare tutte le attività programmate e quelle in corso, per ri-strutturarsi e cercare di essere presente e perseguire, almeno in parte, i propri obiettivi anche a distanza. Assieme ai nostri volontari, abbiamo creato una newsletter speciale caratterizzata da attività e video, come il “Tetris” o il tutorial su come costruire una nave vascello. Ci sono anche video indirizzati ai genitori e più in generale al pubblico dei “grandi”, come la ricetta della torta “sbrisolona”. Insomma, piccoli metodi per far sentire la nostra presenza anche al di fuori dell’Associazione, in particolare alle famiglie ed ai bambini che sono stati nostri ospiti, ma anche a quelli che ci conoscono attraverso il nostro sito o perché sono nostri “amici”. Collina comunque non si ferma mai, ed abbiamo in serbo per quest’estate tutta una serie di attività da fare in questo periodo di distanziamento sociale. Quindi sì, si può dire che la tecnologia influisca sulla vita di Collina, la supporti in quelli che sono i suoi scopi, ora ancora più che prima. Il nostro fine rimane comunque quello di cercare di regalare un po’ di gioia e spensieratezza e, da come ci hanno risposto alcune famiglie, a volte sembra che ci riusciamo:

«Ciao cari amici Elfi e grazie ancora perché con i bimbi quando ricordiamo la “Collina” spunta sempre un sorriso! Noi adesso stiamo bene… a metà dello scorso mese siamo stati ricoverati per una ” normale” polmonite nel periodo storico peggiore! Quindi sono stati quindici giorni lunghi e faticosi, prima per la paura e poi costretti anche dalle disposizioni Covid a non fare mai un cambio in ospedale, nessuna visita fugace e quindi abbiamo tutti subito un po’ di più questa ospedalizzazione. Ma questo ci ha reso anche speciale il rientro a casa in una situazione strana di quarantena, ma con tanta voglia di essere finalmente a casa!… e poi qualche giorno dopo il nostro rientro arriva, in uno dei vostri video (che già guardavamo in ospedale), un invito a ballare che trasforma il nostro salotto in una sala da ballo dove tutti ci liberiamo divertiti seguendo, ma molto reinterpretando “l’elfa ballerina”»

La Tecnologia non potrà mai sostituirsi a Collina, ma può aiutarla per farsi conoscere meglio.

Ringraziamo Gabriele per averci offerto la possibilità di fare questa piccola intervista: buon proseguimento!