InfermieraLa dottoressa Celeste, coordinatrice infermieristica dell’Unita Complessa di oncologia pediatrica a San Giovanni Rotondo in Puglia, ci racconta la storia di un incontro nato per caso e divenuto una appuntamento fisso nella nostra agenda estiva.

Lei è il ponte tra genitori, operatori e media, tra scuole e varie attività che l’ospedale propone: un punto di riferimento imprescindibile per le famiglie a San Giovanni Rotondo e, con il suo aiuto, moltissime famiglie hanno modo di essere indirizzate in Collina, in seguito ad un lavoro di ‘’recluta’’ che inizia ad ottobre e volge fino all’estete.

Quali sono gli impegni e le attività riservate dall’ospedale ai bambini e alle loro famiglie?

‹‹Numerosi e vari sono i progetti che propiniamo alle famiglie, ed ognuno di loro ha un obiettivo preciso; c’è sempre uno studio preliminare delle necessità dei pazienti inteso ad indirizzarli all’attività e al luogo che possa essere più adatta.

Collaboriamo con Dynamo Camp e La collina degli Elfi, che sono fondate su parametri radicalmente opposti per quanto riguarda gli scopi del soggiorno. La prima volge al distacco dalla famiglia, configurandosi come settimana tra pari, per bambini e ragazzi affetti da patologie gravi e che non coinvolge in alcun modo la famiglia del soggetto.

La seconda, invece, punta al ricongiungimento famigliare, alla cultura del quotidiano vivere assieme, motivo per cui, oltre alle attività specificamente intese per donare quiete ai genitori e proporre un lavoro sull’autostima dei più piccoli, non mancano momenti di aggregazione e gioco strutturato di gruppo.››

Anche l’ospedale organizza direttamente attività di supporto in loco?

‹‹Abbiamo all’attivo un’associazione genitori, AGAPE (Associazione Genitori Amici Piccoli Emopatici), per fornire, soprattutto in caso di ricoveri lunghi, una casa -autogestita e dai vari spazi comuni- come appoggio per il genitore non ricoverato assieme al bambino. In modo analogo opera Casa Zeni, che è offerta gratuitamente dall’ospedale ai genitori per assistere al meglio i propri figli.

Ancora…alcuni dei  nostri genitori ogni anno grazie alla nostra  Direzione generale, attraverso raccolta fondi mirata, permette il viaggio a Lourdes  e promuove  tante altre attività. Infine, ultimo ma non da meno, collaboriamo con il gruppo di preghiera  di Padre Pio de La  Maddalena, che offre una settimana di sollievo e dono agli adolescenti in cura qui, nel magnifico contesto della sarda Isola della Maddalena, “la Settimana della salute”.››

Quali sono i riscontri che riesce a raccogliere sulla settimana in Collina e qual è la Sua opinione in quanto membro del personale sanitario?

‹‹Il grado di soddisfazione è elevatissimo, le famiglie raccontano la propria esperienza, tornando, e sono entusiaste dell’opportunità che la Collina offre loro. Personalmente credo nell’unione tra diversi tasselli che, nel proprio ambito, riaccompagnano alla normalità una famiglia poco fortunata e gli adulti di domani che ne sono parte e protagonisti. Per questo motivo, affianco alle cure mediche, è fondamentale prestare attenzione e dedizione alla parte sana di un bambino, che c’è e non scompare, ma che è importante non tralasciare; all’aspetto di normalità e non di eccezione della famiglia, in modo da snellire le difficoltà del momento e riprendere in mano con orgoglio la propria vita. Quando si ospita un bambino malato, si prende in carico una famiglia malata. Questa è la prospettiva in cui vogliamo agire e in cui agisce anche la Collina degli Elfi.››

Pronunciamo un semplice “grazie”, che vale riconoscenza e gratitudine per il lavoro della Dottoressa Celeste e di tutta l’equipe che, da San Giovanni Rotondo, sostiene il progetto del gioco della vita oltre la malattia.

libro

Questo è il libro che grazie ai ragazzi fuori terapia , alle loro famiglie e ad un gruppo di operatori abbiamo prodotto per infondere un segno di speranza a chi intraprende questo percorso di vita.

Celeste Ricciardi