FamiglieLa Collina degli Elfi è terra d’incontro, dove i cammini apparentemente distanti di persone lontane si incrociano inestricabilmente, si accavallano, si legano stretti prima di ritornare sui percorsi abituali, ma cambiati, nuovi. Le persone che vivono la Collina hanno sempre molto da raccontare, parlano di vite intense, segnate da grandi sofferenze e piccole gioie quotidiane, storie di cadute e di rinascite, di lacrime e di sorrisi. Sarà il caldo afoso dei pomeriggi d’estate, sarà l’ombra dei grandi alberi, sarà la sensazione di essere in famiglia, ma i racconti alla Collina hanno il potere di stregare, di far rivivere emozioni forti, di condividere dolori e fanno stare meglio sia chi si dona sia chi riceve.

E. è la mamma di due bimbe bellissime che mentre parliamo corrono nel prato e giocano sullo scivolo. Lo sguardo della mamma cade talvolta su di loro, ma non c’è preoccupazione, non c’è ansia, solo la soddisfazione di vedere le proprie figlie felici.

E., il legame della tua famiglia con la Collina degli Elfi è nato tempo fa, e ti ha portato qui oggi. Ti andrebbe di raccontare come è nato? E invece, proprio perché sei già stata nostra ospite, come hai vissuto questa settimana?

«Siamo già state ospiti qua grazie a casa UGI, perciò sapevamo che questo è un posto magico e ci tenevamo tantissimo a tornare per vivercelo a pieno, e davvero l’abbiamo vissuto a pieno. Sono sicura che abbiamo ricevuto tanto e abbiamo cercato di dare del nostro. Qui troviamo tanto amore, troviamo la spensieratezza, ritroviamo noi stessi, tutto quello che ci è stato tolto. Anche se noi siamo fuori dalla malattia da un po’ abbiamo comunque sempre il pensiero lì perché potrebbe tornare. Portare mia figlia è stato come regalarle dei momenti che ogni bimbo si merita, l’essere coccolato, amato, poter giocare tutto il giorno ovviamente seguendo le regole perché anche un bimbo malato deve seguirle. È stata un’esperienza importante per lei e per la sorellina, che ancora non sa nulla della malattia della sorella ma che l’ha vissuta e la vive.»

Come credi abbiano vissuto questi giorni intensi le tue figlie?

«Sono state eccitatissime tutto il tempo e sono sicura che a casa mi racconteranno con entusiasmo quello che hanno vissuto almeno per un mese. Sono cresciute tutte e due nonostante i pochi giorni, però qui in Collina si cresce davvero, si vedono le cose in un modo diverso. Io sono adulta e capisco di più ma sicuramente anche loro faranno tesoro di quello che hanno vissuto. Hanno ritrovato uno spazio tutto per loro, e anche con la mamma, perché nella quotidianità non si riesce a vivere del tempo così, spensierato. Abbiamo dedicato del tempo vero ai nostri bambini, e anche voi lo avete fatto.»

Hai detto che hai visto le tue figlie crescere in questi giorni, e mi viene spontanea una domanda. Cosa sogni per loro? Cosa credi insegnerà loro l’esperienza della malattia, il tempo passato in ospedale?

«La più grande ha avuto un tumore da molto piccola, quindi non abbiamo mai dovuto spiegare perché fossimo all’ospedale, perché dovevano metterle degli aghi nel corpo, perché perdesse i capelli. All’età di un anno un bambino non capisce ancora. Però comunque adesso che andiamo a fare i controlli, che abbiamo ricominciato a frequentare un pochino l’ospedale le sto cercando di spiegare quello che ci è successo. Intanto continuiamo a frequentare casa UGI, che è stato un grosso sostegno per noi come famiglia, proprio perché non voglio che le bimbe si sentano a disagio quando vanno in ospedale o quando nella loro vita incontreranno una persona malata, in difficoltà, sulla sedia a rotelle, che soffre, senza capelli. Voglio insegnare loro che siamo tutti uguali, che ci dobbiamo aiutare, che ci dobbiamo sostenere. Vedere la mia bimba più piccola spingere una carrozzina mi riempie il cuore. Sono convinta che vivendola come normalità non ci sia bisogno di spiegare, piano piano questa cosa la capiranno. La più grande capirà che è stata una bimba forte, che ci ha fatto lottare, e che è solo grazie a lei che abbiamo vinto, grazie al suo coraggio.»

Al termine di questa esperienza in Collina, ti va di lasciarci un ultimo pensiero? Cosa porti a casa?

«La cosa più bella che ci avete regalato è il tempo, e spero che anche altre famiglie possano viverlo a pieno come l’abbiamo vissuta noi. Il poter stare senza pensieri, ritrovare il bambino che c’è in noi, spero che tutti un giorno possano godersi la Collina perché è unica. Da tempo tentavamo e speravamo di poter venire come ospiti qua, e quando a 2 giorni dalla partenza ci hanno fatto la proposta noi non abbiamo esitato. Mi spiace molto che non ci sia stato mio marito a vivere quest’avventura fantastica. Sapevamo che saremmo venuti a stare bene, che potevo fare stare benissimo le mie bambine, che potevamo regalare loro un sogno. Non c’è niente di più bello di donare, e voi lo fate in un modo meraviglioso.»

Poter ascoltare storie come queste lo riteniamo un privilegio. Insegnano molto, aiutano a ridimensionare le preoccupazioni quotidiane. È stupefacente come siano bambini caparbi, che amano la vita, a combattere battaglie spaventose, a sostenere le proprie famiglie in momenti così difficili. Ma, ripensandoci bene, non può essere che così.