intervista famigliaF. e E. sono una coppia proveniente dalla provincia di Firenze. Genitori di T., bimbo di 6 anni, hanno una storia unica e allo stesso tempo comune alla maggior parte delle famiglie che negli anni sono passate per la Collina degli Elfi, un luogo magico, dove le storie aleggiano nell’aria, ma qui profumano di speranza e voglia di andare avanti.

Conoscevate la Collina degli Elfi prima di venire qui? Come l’avete conosciuta?

No, non ne avevamo mai sentito parlare. È stata la psicologa del Meyer di Firenze a parlarcene per la prima volta. Venire qui è stato come fare un salto nel buio e nonostante avessimo consultato tutto il materiale possibile sul web riguardo la vostra associazione, in realtà non sapevamo cosa aspettarci ed eravamo un po’ preoccupati.

Quali erano le vostre preoccupazioni principali?

Tra tutte le preoccupazioni che un qualsiasi genitore può provare, una era la più grande: pur sapendo che tutti i bambini con cui T. avrebbe giocato sarebbero stati in mantenimento, tuttavia non potevamo conoscere a quale punto del lungo percorso che segue il periodo di ospedalizzazione sarebbero stati gli altri bambini. Il nostro principale timore era che T. potesse rivivere le emozioni e sensazioni negative della malattia, ma forse come genitori è un timore più che lecito: la felicità dei nostri figli alla fine è anche la nostra. Tuttavia ora che siamo arrivati alla fine di questa settimana siamo contenti di poter dire che T. oggi è un bambino sereno: è presto per dire quanto questa esperienza lo abbia aiutato, dopotutto è passato troppo poco tempo; inoltre T. è sempre stato un bambino estremamente entusiasta e disponibile: ancora non sappiamo dire quali cicatrici emotive si porterà dietro. Ci faremo i conti quando si presenteranno: vederlo così eccitato e con così tanta voglia di giocare è già un primo mattoncino di tutto quello che la malattia ci ha tolto ma che dobbiamo pian piano ricostruire.

E quali mattoncini, se così li vogliamo definire, hanno posato le attività che voi avete svolto?

È stata una settimana molto impegnativa: la maggior parte delle esperienze erano nuove, ma tutte in un modo o nell’altro ci hanno lasciato qualcosa. Io personalmente [F.] ho fatto molta fatica a rilassarmi: è sempre stata una mia difficoltà rilassarmi, nel momento in cui stacco la spina, la mia emotività mi sovrasta e tutte le sensazioni negative riaffiorano, di fatto, rendendomi inquieta. D’altro canto nelle attività più manuali e fisiche ho trovato una vera valvola di sfogo. Non posso negare però che il maggiore beneficio l’ho ritrovato negli altri genitori qui in Collina: il fatto di poter condividere, di non sentirsi soli, di trovare qualcuno che ti capisce perché ha vissuto sulla sua pelle ciò che io ho vissuto, è come togliersi un peso. Condividere dà leggerezza.

Consigliereste la Collina degli Elfi?

Sì, la consiglieremmo senza dubbio! È straordinario il vostro lavoro, ci porteremo dentro tutto quello che avete fatto per noi in questa settimana. La cosa più sorprendente è che, anche se ruotate, con volti nuovi e nuovi volontari, in realtà c’è una continuità e un’unione per cui a volte nemmeno ci accorgiamo del cambio di turno. E questo avviene solo perché fate tutti qualcosa di importante e siete tutti qui per noi. È una cosa di cui siamo grati. E se proprio dovessimo consigliare qualche miglioramento… [mamma F.] un cuoco! Sarà perché detesto cucinare, ma è davvero l’unica cosa che mi è mancata.

Questi due genitori si guardano con complicità e se tante volte il dolore divide, a volte una risata di cuore lenisce e cura anche quelle ferite che l’occhio non vede.