vilmaLa delicatezza che si intreccia con la creatività, plasmando colori e materiali che il mondo circostante ci mette a disposizione, possono far nascere inaspettati manufatti artigianali o delicate e armoniose composizioni floreali che acquistano un significato più profondo se condivise e messe a disposizione per un progetto di solidarietà.

Questo è ciò che cerca di trasmettere Vilma, volontaria da diversi anni alla Collina degli Elfi, con il gesto amorevole delle sue mani: un tavolo, un davanzale, un angolo nascosto di verde attorno all’ex convento di Craviano prendono immediatamente vita e si vestono di luce e bellezza, ma soprattutto rispecchiano la grazia e la semplicità nascoste nel profondo del suo animo. Perché, in modo inconsapevole, attraverso le nostre passioni inviamo agli altri messaggi e parole non dette ma pensate.

Vilma è uno dei tanti volti che la Collina custodisce gelosamente e con una sua storia da raccontare che ci fa percorrere un pezzo di strada comune ai molti volontari che hanno voluto mettersi in gioco e donare un po’ del loro tempo a chi si trova in un momento di difficoltà.

Il suo avvicinamento alla Collina, come lei afferma, è stato «casuale»; ma noi sappiamo che anche gli incontri fortuiti hanno un loro intrinseco e nascosto significato.

«Ho sentito parlare del progetto della Collina dialogando amabilmente con una persona incontrata durante un viaggio in Germania, intrapreso con un’altra associazione. La chiacchierata mi aveva incuriosito, ma la mia disponibilità di tempo era a quell’epoca molto limitata e, quindi, avevo accantonato l’idea di farmici coinvolgere. Ma l’occasione si è ripresentata qualche tempo dopo, in concomitanza con il mio passaggio ad un lavoro part time, quando la persona conosciuta in Germania, con un sottile pretesto, mi coinvolse nel confezionamento di pacchi regalo per la Colllina durante il periodo natalizio. E qui è scattata la molla che mi ha convinta a iniziare il cammino per diventare volontaria, iscrivendomi al corso di formazione».

Come tutte le esperienze nuove, pur immaginandoci quello che ci si può incontrare, non siamo mai così sufficientemente pronti ad affrontare il fatidico giorno d’inizio sul campo. «Mi sono sentita come la sera prima degli esami, ma poi tutto è andato bene, perchè sapevo che potevo dare molto».

Ma le tue aspettative iniziali hanno trovato conferma nel momento in cui sei diventata operativa alla Collina? E come hai vissuto il rapporto con le famiglie ospiti?

«Non ho avuto particolari problemi a rapportarmi con le famiglie, instaurando con loro un dialogo spontaneo affinché si sentissero realmente accolte durante la settimana di permanenza alla Collina. Tutto ciò è stato più facile anche grazie al rapporto che si instaura con gli altri volontari che incontri durante i turni di presenza alla Collina; un legame che si consolida con il tempo…».

Ma tornando alla tua innata creatività, come sei riuscita a valorizzarla e metterla a disposizione all’interno della Collina?

«Faccio parte di un gruppo di volontarie il cui nome è tutto un programma: le Creative in Cammino! E’ un gruppo molto affiatato che mette insieme le individuali esperienze e passioni per rendere più gradevoli gli allestimenti delle bancarelle promozionali della Colllina. Inoltre progettiamo piccoli manufatti per il Magico Paese di Natale di Govone, un evento che ci vede operative già diversi mesi prima e che merita un plauso anche grazie al nostro contributo. Questa è anche una soddisfazione personale.

Mi chiamano Miss Perfettina perchè in tutte le cose che faccio devo metterci il meglio di me stessa. Ma questo appellativo che mi è stato cucito addosso non mi fa assolutamente arrabbiare perchè questa è la mia filosofia: sia che tu faccia le cose bene o male, il tempo per confezionarle è sempre lo stesso. Il risultato, però, cambia ed è importante l’impronta che si lascia. Il mio motto è fare molto con poco: qui alla Collina assume un significato maggiore perchè ogni gesto è basato sulla spontaneità, gratuità e solidarietà».

Da un paio di anni l’ex convento di Craviano, inserito in un contesto paesaggistico accattivante, è diventato anche una location interessante da proporre come spazio esterno per festeggiare matrimoni, dandogli soprattutto una veste solidale.

Il tuo coinvolgimento come si è materializzato e in che cosa consiste?

«Anche qui non so perchè mi sono trovata coinvolta, ma l’aver pensato a me come supporter nell’organizzazione di questi eventi mi ha fatto estremamente piacere. Una soddisfazione personale è vedere negli occhi degli sposi il coronamento di un sogno che rimarrà impresso nella loro memoria come un giorno indimenticabile»,

Vilma con la sua testimonianza ci infonde quella giusta carica che sta alla base del mettersi in gioco. Sfogliando una margherita e inebriandoci del profumo di una rosa, coltiviamo sogni che sono humus delle nostre esistenze.