Intervista CristinaConoscete Cristina? Dopo aver saputo della Collina degli Elfi presso il Liceo in cui lavora, quattro anni fa, Cristina è diventata una Volontaria per la nostra associazione e, da allora, dona tempo, idee ed energie alla Collina degli Elfi, coinvolgendo grandi e piccoli nelle attività del venerdì sera.

Sentiamo come ci racconta la sua esperienza!

Ciao Cristina! Quali sono le attività che si fanno il venerdì sera in Collina?

«Che cosa si fa il venerdì sera in Collina? Allora, il turno inizia alle 17.45, con Maria Sole e Federica che ci aggiornano sulle ultime novità. In un quarto d’ora, questo breve riassunto ci apre al turno: dopodiché, partiamo. Ci dividiamo tra i vari volontari presenti, tra quelli del gruppo “bambini” e quelli del gruppo “adulti”, per integrarci nell’attività già in corso al momento del nostro arrivo e, magari dopo esserci presentati ed aver giocato con loro, iniziare la nostra attività. Siccome il venerdì sera si conclude il loro viaggio in Collina, addobbiamo la stanza per i balli e per il “pizza party”, cercando di raggruppare adulti e bambini, opportunamente truccati, con lo scopo di decorare le pareti con la loro creatività. L’attività arriva fino a cena, alle otto. Dopodiché, si balla! Tantissimi volontari bambini aiutano tutte le estati a realizzare e concretizzare la serata del venerdì»

Qual è il tuo compito all’interno dell’attività e come viene percepito il ballo dai bambini?

«Io sono una degli addetti ai balli di gruppo”! Con bambini o con adulti, mi piace vedere l’espressione contenta sui loro visi mentre danno libero sfogo alle loro energie. Fortunatamente, mi ritengo una persona molto sportiva.

Tutti partecipano e noi facciamo in modo che questo accada. Certo, alle volte capita che qualcuno sia un po’ più restio, magari perché si vergogna di ballare con il papà o con la mamma, ma generalmente riusciamo a convincerlo. Mi ricordo la scena di una bimba, molto timida, che proprio non voleva saperne, ma con la giusta musica e con le giuste parole si è scatenata con tutti gli altri. A volte, all’inizio del turno, sembra quasi impossibile: nessuno ha voglia di ballare, si vergognano, ma poi si riesce, si riesce»

Le famiglie sono soddisfatte? Come si conclude la serata?

«A fine serata le famiglie, arrivate in Collina la domenica precedente come ospiti, sono ormai disinvolte e affezionate, hanno stretto amicizia tra loro e li lega alla figura del volontario un bellissimo rapporto. Così capita spesso che, con la canzone finale in sottofondo, qualcuno venga colto dalla commozione. Il loro pianto di gioia e riconoscenza è molto significativo per noi, così come il desiderio di tornare in Collina che i bambini, con spontaneità, esprimono»

Cristina conclude con un messaggio di invito a chi finora ha guardato da fuori, con ammirazione ma anche un filo di timore, la Collina degli Elfi, sognando di dare una mano.

«A chi, sentendo parlare del nostro progetto, si sente inadatto a operare con bambini in remissione da gravi malattie e teme che non reggerebbe il carico emotivo se si trovasse ad essere volontario, vorrei riferire la mia esperienza: potreste pensare che siano maggiormente i volontari a prendersi cura delle famiglie e dei bambini, mentre ad ogni turno siamo noi a tornare a casa arricchiti. Lavorare come volontario in Collina significa essere travolto da un’onda di emozioni e vedere all’improvviso chiara la risposta al grande quesito sul da farsi»

Donare sorrisi non potrà che rivelarsi una scelta di vita soddisfacente.