WhatsApp Image 2019-06-03 at 19.53.01Si chiama Maurizio Bolle, ha 44 anni e una grandissima voglia di aiutare chi si trova in una situazione di difficoltà. Sposato e con una bimba, Maurizio gestisce con sua sorella, tra i tanti punti vendida, il Simply di San Damiano e Govone, ed oggi ci ha permesso di fargli qualche domanda per approfondire la sua storia e gli importanti aiuti che ha dato alla Collina degli Elfi.

Facciamo questo lavoro insieme da quando avevamo quindici anni, siamo soci al 50%. Già quando andavamo a scuola, alle superiori, davamo una mano a casa, aiutando i nostri genitori, da sempre commercianti: nasciamo dalla piccola bottega di paese, quella “classica”, dove si andava e si trovava qualsiasi cosa, dove c’era ancora un “certo rapporto con il cliente”. Nel ‘96 abbiamo rilevato l’attività dai nostri genitori, con questo punto vendita e, piano piano, nel 2001, abbiamo aperto un altro punto vendita a San Martino Alfieri, spiega Maurizio all’inizio della nostra intervista, raccontandoci un po’ della sua attività e della sua storia come commerciante.

Com’è nato il vostro rapporto con la Collina degli Elfi?

Dal 2011 in poi ci siamo un pochino ingranditi: abbiamo aperto altri punti vendita, tra cui il Simply di Govone. Noi siamo di San Damiano, residenti e nati, la nostra società ha sede a San Damiano. Insomma, conoscevamo già La Collina degli Elfi. Io stesso conoscevo persone come Massimo Bazzini, uno dei fondatori della Collina degli Elfi e con cui giocavo a calcio, tristemente mancato qualche tempo fa. Aprendo il punto vendita a Govone, abbiamo iniziato ad interagire di più.

Attraverso varie forniture e diversi sconti per le famiglie, il Simply è una di quelle tante realtà che, ogni estate, rendono possibile aprire La Collina degli Elfi. Prendendo solo un esempio, quest’anno ha reso disponibile la sua sede di San Damiano ai nostri volontari per la vendita dei biglietti della nostra annuale Lotteria.

Che cosa vorresti dire al nostro pubblico più giovane sull’importanza, ai nostri giorni, del “volontariato”?

Bisogna rendersi conto che il mondo, anche senza andare troppo lontano, è pieno di persone che hanno bisogno del nostro aiuto, per qualsiasi tipo di motivo. C’é sicuramente bisogno di “volontariato”. Sai, alle volte si parla unicamente di volontariato come “mi iscrivo ad una associazione e vado a fare volontariato”, ed è perfetto, certo, ma ci sono tantissimi altri modi per essere volontari. Ognuno può scegliere la strada che più lo rappresenta per aiutare gli altri. L’importanza del fare volontariato non è quantificabile: fa anche crescere sé stessi, insegnandoci un sacco di cose, su tutti i punti di vista. Io non sono un volontario attivo, ho un lavoro che mi impegna dodici ore al giorno e per questo mi è impossibile, ma sono iscritto all’Admo, ed ho avuto la fortuna, perché la ritengo una fortuna, di aver fatto la donazione di midollo osseo. Ho conosciuto persone malate di Leucemia, o comunque con necessità di midollo osseo e, ancora oggi, quando si va nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi sul tema, vado a portare la mia esperienza. Secondo me, è veramente importante dare il proprio contributo.

Come reagiscono i ragazzi a questi incontri?

Vengono volentieri, ed è uno dei motivi per cui ci parlo spesso. Parliamo di ragazzi di diciotto anni: tante volte, a quell’età, sono già maturi. Altre volte meno, certo, dipende. Tante volte mi rendo conto che, quando arriva di fronte a te un rappresentante dell’ADMO, a scuola, dove sei costretto a stare fino alla fine delle lezioni, certo c’è chi è interessato e chi ascolta in modo meno attento. Ma mi sono reso conto che, di fronte ad un testimone donatore o, ancora di più, di fronte a chi aveva bisogno del midollo, il livello di attenzione è alto, ed è proprio questo uno dei motivi per cui, fin dalle prime volte, ho sempre cercato di dare una mano, perché mi sono reso conto di quanto la presenza del “testimone” sia efficace nel trasmettere ai ragazzi. Ed ho trovato tanti ragazzi sensibili, veramente sensibili nell’aiutare il prossimo.

Insomma, ovviamente quanto scritto qui sopra è solo un piccolo estratto di una più lunga chiaccherata con Maurizio che ci ha fatto riflettere e ci ha rasserenati. Perché parlare con Maurizio offre uno sguardo positivo sul come realtà di “tutti i giorni” come il Simply possano avere un importante impatto nel migliorare la vita delle persone in momenti di difficoltà: e questo, davvero, rende il mondo un posto migliore.