IMG_2777Quando si vive un luogo intensamente, affiorano alla mente i ricordi che – come fotografie – intrappolano le nostre emozioni. E il ritorno in quel luogo fa sì che ciò che ci ha fatto star bene possa riprendere colore e calore risvegliando sensazioni che hanno il sapore del déjà vu.

Il 7 dicembre scorso quattro famiglie provenienti da Lazio, Toscana e Veneto hanno intrapreso il loro viaggio di ritorno all’ex convento di Craviano, per trascorrervi un particolare weekend accolti da un’atmosfera prenatalizia, calda e festosa. Un’apertura straordinaria della struttura durante il periodo invernale, nata dalla sinergia tra la Collina e le famiglie già ospiti nella settimana di accoglienza estiva. Ma anche il primo avvio di un progetto di «feedback» utile per comprendere come le famiglie abbiano affrontato e rielaborato il rientro alla normalità della vita quotidiana, cercando di ritrovare quella serenità duramente compromessa dalla malattia dei loro figli.

Un rincontrarsi semplice e immediato, dove la spontaneità dei piccoli gesti ha portato nuovamente vivacità all’interno della struttura, grazie alla complicità dei bambini che si sono immediatamente riappropriati degli spazi e dei giochi lasciati al momento della partenza e ancora ben vivi nei loro ricordi.

E’ stato un weekend in cui si sono alternati momenti di relax, di gioco e di condivisione in un clima famigliare e rassicurante, cadenzato da diverse attività/laboratori coordinati da terapeuti professionisti e volontari. Ma anche un avvicinamento al Natale con la visita programmata al mercatino storico di Govone «magico paese di Natale», costellato di casette e bancarelle in veste festiva.

Il raccontare e il raccontarsi saranno la prossima sfida che vedrà queste famiglie diventare «portavoci» dei loro vissuti e dell’esperienza condivisa in Collina. Un modo di aprire un dialogo più diretto e duraturo con quelle realtà ospedaliere che hanno seguito il percorso di malattia dei bambini e sono fonti di segnalazione e collaborazione con la Collina da diversi anni; un rapporto che, per problemi di lontananza, risulta più difficile da coltivare costantemente. Le famiglie coinvolte potranno diventare veicoli di testimonianza e rafforzare tale legame attraverso le loro emozioni, con l’obiettivo di trasmetterle ad altre famiglie che, come loro, stanno uscendo a piccoli passi dalla malattia.

Un’esperienza da ripetere che porta alla Collina nuova linfa e il riscontro che dalla fragilità delle nostre esistenze ognuno può intraprendere un proprio percorso di consapevolezza.

Come sempre, noi siamo pronti…