AngelicaSi sa, in Italia il cibo è molto più che un bisogno. È parte essenziale della nostra vita, è cultura, è arte. I ricordi più belli di una famiglia si sono creati attorno a un tavolo, o almeno lì è dove vengono evocati. Il pasto condiviso è un rito, una tradizione che si mantiene intatta la sua importanza e si rinnova ogni giorno, nuovi commensali, nuovi sapori. Nella preparazione dei cibi l’amore è sempre l’ingrediente fondamentale, anche alla Collina degli Elfi.

Molti sono le volontarie e i volontari che si avvicendano tra le pentole e i fornelli, potendo cogliere l’atmosfera speciale che si crea quando le mamme delle famiglie ospiti cucinano tutte insieme godendosi profumi e scambiandosi ricette. Abbiamo deciso di raccontarvi cosa succede all’interno della cucina partendo dalle parole di chi la conosce bene: Angelica, che ogni venerdì sera prepara una cenetta molto speciale ai nostri bambini, perché c’è il pizza party!

Ciao Angelica! Come hai conosciuto la Collina e che cosa ti ha spinto ad entrare a far parte di questa grande famiglia?

Ho conosciuto la Collina in occasione di una raccolta fondi. Erano proprio gli inizi, e da subito mi ha emozionato il progetto. Da mamma sono ovviamente sensibile alle sofferenze dei bambini e trovare una struttura che curasse il “dopo” l’ho trovato unico e bellissimo.

Abbiamo accennato al pizza party, ti va di raccontare più dettagliatamente di cosa ti occupi in Collina?

Dal primo giorno il mio incarico è stata la cucina, nel turno del venerdì sera prepariamo la pizza! Il team è interessante, raccoglie Campania, Puglia e Calabria. Con passione e allegria sforniamo buone pizze ed entriamo così in sintonia con i bimbi e le loro famiglie.

Ho poi organizzato gli aperitivi per l’estrazione della lotteria e inoltre partecipo alle varie iniziative sul territorio. Far parte di un’associazione è per sempre, non solo durante i turni organizzati, ma questa diventa una mission morale; io ne parlo ogni volta che ne ho occasione con entusiasmo perché vivo la Collina in così tanti aspetti. Mi ha colpito da subito l’organizzazione e i percorsi guidati, è come entrare in una casa sconosciuta e trovare subito tutto l’occorrente.

Per concludere, che cosa ti ha insegnato la Collina in questi anni? Hai un ricordo particolare che ti va di condividere?

Partirei dal corso che ogni volontario deve seguire: ho imparato a non giudicare, che non è così scontato, ma insegna a correggere i propri errori e insegna a conoscere meglio gli altri senza il pregiudizio; questa è un’esperienza che serve ogni giorno. Della Collina mi porto dietro le emozioni, non ricordo i nomi e i volti delle famiglie conosciute ma porterò sempre dentro di me i loro occhi.  

Il venerdì nella chiusura della serata facciamo ascoltare una canzone scritta da un cantautore per la Collina. Io osservo le mamme e in quei pochi minuti i loro sguardi esprimono senza parlare tutto il loro dolore. È difficile da esprimere a parole, ma questo mi convince ogni volta che ogni momento speso per il prossimo è un grande arricchimento di umanità.

Grazie Angelica per il tuo impegno, per il tempo che spendi con le nostre famiglie. Come hai giustamente sottolineato, il tempo che regaliamo agli altri non è tempo perso, ma anzi è ben speso. Permette di crescere, di allargare i propri orizzonti e di superare i propri limiti. Può sembrare retorico, ma è proprio vero che l’amore che si riceve supera di molto quello che si dona. È così che si vola alto!