Cosa succede in collinaLa Collina degli Elfi è un accogliente microcosmo, un’isola di approdo temporaneo di vite umane che hanno attraversato, per un lungo periodo, il mare burrascoso della malattia. Un approdo di genitori e figli che avviene a mare calmo, facendosi cullare dal lieve dondolio delle onde, con la consapevolezza di concedersi tutti insieme una sosta rasserenante.

Ma all’origine dell’incontro tra Collina e famiglie vi è la costante sinergia, instauratasi nel tempo, con le diverse strutture ospedaliere disseminate in alcune regioni italiane che, in quanto luoghi adibiti alla cura di malattie tumorali, svolgono una funzione determinante (in alcuni casi esclusiva) e «umanizzante» nell’accompagnare bambini, adolescenti e genitori lungo il difficile percorso di uscita dalla malattia.

Da diversi anni la Collina interagisce con alcune di queste strutture ospedaliere con modalità differenti, a seconda della distanza logistica, che può consentire un rapporto più o meno diretto e «de visu», con un medesimo obiettivo: cercare di creare un legame di collaborazione duraturo con i medici dei reparti di oncoematologia infantile che fungono da «leganti» con le famiglie e trasmettono alla Collina le idonee informazioni professionali sullo stato clinico e relazionale dei pazienti ricoverati.

L’ospedale infantile «Regina Margherita» di Torino è una di queste strutture sanitarie con cui la Collina ha avviato un proficuo percorso di collaborazione dal momento della sua nascita grazie, anche, al profondo contributo della dottoressa Franca Fagioli, direttore del reparto di oncoematologia, che ha creduto all’idea e alla spontaneità dei principi fondanti della nostra associazione tanto da esserne stata componente del direttivo.

Questo costante rapporto, in continua evoluzione, ha permesso ai volontari della Collina di poter varcare la soglia del reparto, al fine di presentare e promuovere al suo interno il progetto, rivolgendosi essenzialmente a quelle famiglie selezionate preventivamente dai medici dell’ambulatorio sia sulla base di criteri di idoneità legati al raggiungimento/superamento di uno stato clinico soddisfacente, sia tenendo conto delle clausole contenute nel regolamento della futura struttura ospitante. Di fatto la Collina prevede l’ospitalità di bambini/adolescenti di età compresa tra i 4 e i 17 anni, che abbiano terminato le terapie da non oltre i due anni.

Il dialogo avviene principalmente con i genitori, quando si tratta di figli in tenera età, e direttamente con gli adolescenti – attori ormai consapevoli delle loro scelte – per destare in entrambi curiosità e voglia di mettersi in gioco, ma lasciandogli anche quell’alone di mistero che possa stimolarli nella decisione di concedersi una settimana di permanenza in Collina.

Con gli adolescenti, data la problematicità legata all’età, si cerca di offrire – come interfaccia del dialogo – volontari giovani, anzi giovanissimi, che hanno sicuramente più possibilità di creare un rapporto empatico alla pari.

Il rapporto con i bambini è essenzialmente basato sul gioco, animato e gestito assieme ai volontari di Casa Ugi, una realtà che offre – all’interno del reparto – assistenza, sostegno e ospitalità a famiglie provenienti da fuori regione o addirittura dall’estero e che, attraverso lo svolgimento di attività ludiche, è in grado di donare un alone di serenità.

La presenza dei nostri volontari all’interno del reparto si è ormai rafforzata negli anni, diventando un elemento famigliare che ha portato alla costruzione di relazioni sempre più radicate con il personale sanitario, con le altre realtà volontaristiche e, anche, con quelle famiglie che hanno già vissuto l’esperienza in Collina e possono essere, esse stesse, propulsori e facilitatori di dialogo.

Anche quest’anno saremo impegnati per almeno due giorni alla settimana all’interno dell’ambulatorio. Quindi nuovi approdi, nuove storie da raccontare, che fanno bene all’animo, ci fanno crescere e danno un segno di speranza…