intervista sponsorSi dice spesso che l’importante è esserci. Esserci per il prossimo, per un amico, per una persona in difficoltà. Esserci per condividere ogni gioia e ogni debolezza ed esserci per far sì che il dolore diventi speranza. E a La Collina degli Elfi sappiamo bene il valore di questa parola, ma soprattutto sappiamo che esserci non implica semplicemente una presenza fisica, ma un sentimento profondo, vero e sincero per chi è in un momento buio: e questo lo sa molto bene anche Raffaella Maffè che da tanti anni sostiene il nostro progetto.

Come ha conosciuto La Collina degli Elfi?

Ho conosciuto La Collina degli Elfi diversi anni fa, quando una mia amica, volontaria per la vostra associazione, mi invitò alla festa delle famiglie che celebrate nel grande prato della vostra struttura. In quell’occasione alcune mie conoscenti vennero nominate ambasciatrici della Collina e se già questo inizialmente aveva stimolato la mia curiosità, dopo aver visitato gli interni dell’ex-convento che ospita il vostro progetto, mi sono innamorata.

In che modo sostiene La Collina degli Elfi?

Inizialmente desideravo mettermi in gioco facendo il corso di formazione per diventare volontaria: tuttavia mi sono resa conto che l’idea di stare a diretto contatto con bambini con alle spalle un’infanzia così difficile e segnata dalla malattia, mi avrebbe fatto soffrire. Nonostante quindi io oggi mi dedichi ad altri tipi di volontariato sul territorio, non ho mai interrotto il filo rosso con la Collina degli Elfi, a cui sono rimasta legata in diversi modi, sia donando dei premi per la lotteria, sia, per esempio, rendendomi disponibile per l’organizzazione di eventi.

A proposito di eventi… Lo spettacolo “Oggi, a spasso con Buber” è stato un grande successo…

Sì, è vero. Io sono stata direttamente coinvolta nell’organizzazione dello spettacolo al Teatro della Moretta ad Alba, ma c’è stata anche un’altra serata sempre per la Collina anche a Canale. Avevo già visto questo spettacolo in un’altra occasione con la mia famiglia e ne ero rimasta molto colpita: è un “piccolo spettacolo di musica e parole” come si può leggere sui vari siti internet che ne parlano. È un’esperienza unica, perché grazie alla filosofia ebraica di Martin Buber e all’arrangiamento musicale e alle parole di Andrea Cerrato arriva un messaggio profondo, che ha toccato le corde della mia sensibilità. In particolare mi aveva colpito un brano, il cui tema principale era il ritorno alla vita dopo un periodo di sofferenza, parole che immediatamente mi hanno fatto pensare alla difficoltà del ritornare a vivere una vita normale delle famiglie della Collina degli Elfi. Di conseguenza mi sono data da fare non solo perché questo spettacolo venisse replicato nella città di Alba, ma anche perché assumesse un significato concreto: e grazie ai proventi di una serata di parole profonde e bella musica, una famiglia ritornerà a vivere una vita serena a La Collina degli Elfi.

Quale significato ha quindi per Lei La Collina degli Elfi?

Credo che la Collina degli Elfi rappresenti la possibilità, o forse sarebbe meglio dire la fortuna, di riuscire a trasmettere qualcosa a chi, di fortuna, ne ha avuta meno. La malattia è in generale un’ingiustizia, ma lo è ancora di più se ad essere colpiti sono i bambini, senza alcuna possibilità di difendersi né di capire cosa stia loro succedendo. Ammiro il coraggio di chi vuole portare avanti questo progetto, di chi crede e fa sacrifici perché queste famiglie vivano un po’ di serenità. Ma se c’è una cosa che possono dire è che il volontariato può sembrare una realtà molto distante dalla sensibilità di molti, eppure avvicinarsi a questo mondo non è difficile… Anche solo passeggiare per la struttura, osservare l’amore messo in ogni dettaglio, la cura di ogni stanza o colori dei vetri alle finestre sono il chiaro esempio di come, qualche volta, ogni parola diventi inutile.

Esserci per gli altri non sempre è facile o immediato, ma a volte esserci con la mente e con il cuore dà un significato vero e profondo a questa parola.