Intervista famiglieLa Collina degli Elfi è un insieme di colori, profumi, sensazioni: La Collina degli Elfi è il caldo afoso che in un pomeriggio soleggiato di Agosto viene solleticato da un venticello giocoso, è il gorgoglio della caffettiera e il profumo di caffè che proviene dalla cucina; sono le risate di bambini che in lontananza giocano e si divertono. La Collina degli Elfi è insomma il posto ideale in cui scambiare due parole, soprattutto se a raccontare e raccontarsi sono una mamma e papà molto speciali: si tratta di S. e M., genitori della piccola P., bimba dai capelli color del grano di 4 anni.

Conoscevate già il progetto de La Collina degli Elfi?

Sì, ne avevamo sentito parlare al Meyer di Firenze, ospedale presso cui nostra figlia P. è stata seguita per tutto il corso della malattia. Lì abbiamo stretto amicizia con alcuni genitori che avevano già vissuto questa esperienza. Senza dubbio questo ci ha incoraggiato: non sapevamo bene cosa aspettarci, ma il fatto che persone che conoscevamo avessero dato un riscontro positivo, ci ha spinto ad accettare questa sfida.

Quali aspetti vi hanno più colpito di questa settimana alla Collina degli Elfi?

Sicuramente un grande impatto positivo è stata l’esperienza di scambio con gli altri genitori: un conto è condividere ansie e paure quando la malattia è ancora una presenza costante e quotidiana, un altro ancora confrontarsi con genitori che hanno vissuto sulla loro pelle quello che hai vissuto tu e, proprio come te, ora che tutto è cambiato, sono cambiati anche loro. È un momento complicato, tornare alla normalità paradossalmente è un’esperienza estremamente straniante e anormale: e sapere di non essere soli dà speranza.

Avete osservato qualche cambiamento nella vostra famiglia?

Abbiamo visto P. molto tranquilla e serena e stranamente entusiasta di partecipare alle attività e di interagire con gli altri bambini! Per quanto riguarda noi genitori invece, ci siamo sentiti estremamente sostenuti sia dai volontari che dai professionisti: forse ci sarebbe piaciuto trascorrere qualche momento in più insieme come coppia, ma si sa, ogni rapporto solido ha le proprie basi nell’equilibrio del singolo e in questo senso siamo stati molto aiutati! Una volta a casa avremo sicuramente lo stimolo per ricavare momenti speciali da trascorrere insieme.

Cosa vi portate a casa di quest’esperienza?

Sicuramente moltissima serenità, ma anche quella sicurezza di essere cresciuti anche un po’, sia come genitori sia come persone: esperienze che possono sembrare banali, come per esempio andare a cavallo, diventano la dimostrazione che anche se a volte il timore prende il sopravvento, sperimentare, provare, cadere e ritentare ti danno la possibilità di vedere il mondo da un’altra prospettiva. E se dalla groppa di un cavallo il panorama sulle colline del Roero era mozzafiato, anche le attività svolte all’interno ci hanno permesso di cogliere un nuovo punto di vista: guardandosi dentro, e non senza fatica, si entra in una dimensione olistica, nella profondità del proprio essere e si generano sensazioni contrastanti. È come se in profondità qualcosa di estremamente doloroso fosse rimasto sopito per molto tempo e anche se fa soffrire, è il primo passo verso la libertà e la serenità che ci meritiamo. Questa settimana è stata insomma un insieme di sensazioni potenti e questa esperienza è stata in grado di muovere e smuovere qualcosa, sia nel bene che nel male.

E mentre il vociare dei bambini si fa via via più forte, messaggio che l’ora della merenda è arrivata, se guardo negli occhi questi genitori, posso dire che forse, qui alla Collina degli Elfi, qualcosa di bello e profondo si è smosso.