Marco Cren

Muovere il proprio corpo facendosi guidare con dolcezza da mani esperte e prendere piano piano consapevolezza che ogni gesto non è casuale, è un primo accordo di una sinfonia armonica con noi stessi. Un percorso dove il nostro benessere psicofisico passa attraverso il muoversi, correre, saltare, dare un calcio ad un pallone e anche fare capriole osservando il mondo capovolto.

Da quest’anno alla Collina degli Elfi, in collaborazione con l’Università di Scienze Motorie, si è avviato un progetto sperimentale che ha, al centro, l’attività ludico-motoria come veicolo e sostegno per scoprire e riscoprire la funzionalità del corpo compromessa da lunghi periodi di immobilità, causati dalla terapia oncologica.

Marco Cren, laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive e iscritto al corso di laurea magistrale di Scienze dell’Educazione Motoria delle attività adattate, ha accolto con determinazione, spirito volontaristico e professionalità l’occasione di mettere in pratica, all’interno della Collina, un’attività motoria che attraverso il gioco possa essere di beneficio ai bambini e adolescenti ospiti della struttura. Perchè Marco sa che cos’è la malattia, avendola vissuta in prima persona: un’onda che ti travolge improvvisamente, che ti fa annaspare, ma poi ti riconduce in superficie e ti fa nuovamente respirare.

Ora lui l’onda la sa cavalcare e cerca di trasmettere ai bambini quella voglia di mettersi in gioco per dare al propri corpi la giusta importanza e vivacità.

Lo scopo di questa sua attività ludico-motoria è essenzialmente cercare di far riacquistare e migliorare nei bambini e adolescenti la funzionalità muscolare e articolare del loro corpo, utilizzando giochi che stimolano il senso di equilibrio, la coordinazione e i tempi di reazione ma anche che insegnano a relazionarsi con gli altri.

E per sconfiggere la rabbia e la paura, con dei semplici guantoni da boxe, Marco fa provare ai bambini la bellezza di scaricare le proprie tensioni colpendo, con gesti misurati e adeguati, il suo guantone da istruttore.

Oggi studi scientifici stanno dimostrando che l’attività fisica ha riscontri positivi sia durante e sia al termine del percorso terapeutico oncologico, quando il bambino o adolescente vive il proprio corpo con preoccupazione e insicurezza. L’attività motoria, supportata da un programma riabilitativo ad hoc altamente professionale, può essere di valido aiuto nell’abbattere quelle barriere che, durante la malattia, si sono create tra il bambino o adolescente e la società, facilitandone la reintegrazione, il miglioramento delle relazioni interpersonali e il ritrovamento dell’autostima.

Quindi la Collina degli Elfi è diventata un buon punto di osservazione per far assumere a questo progetto una valenza scientifica anche attraverso i riscontri e segnali sperimentati sul campo.

Marco ci conduce con la sua pazienza, delicatezza e col suo fisico atletico, che è già testimonianza di una prospettiva possibile. E per i genitori vedere il proprio figlio più determinato, più coraggioso e più reattivo, è un forte viatico verso un altro stadio dello sviluppo dei loro piccoli: donne e uomini del prossimo futuro!