IMG_3302“Alternando in Collina”: la Collina degli Elfi e l’alternanza scuola-lavoro

Con l’integrazione della legge 107 /2015, meglio conosciuta come “La Buona Scuola”, è stata introdotta una delle più significative riforme alla scuola italiana: l’alternanza scuola-lavoro. Si tratta del tentativo di creare “una modalità didattica innovativa, che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini di studentesse e studenti, ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio e, in futuro di lavoro, grazie a progetti in linea con il loro piano di studi.” Il progetto riguarda tutti gli studenti degli ultimi tre anni di scuola superiore, sia licei che istituti tecnici, ed è obbligatoria, pena la non ammissione all’esame di stato dell’ultimo anno.

Sul nostro territorio in pochissimo tempo decine di ragazzi delle scuole superiori si sono messi alla ricerca del progetto che più rispecchiasse le loro aspirazioni future e molti sono approdati a “La Collina degli Elfi”. Indispensabile è stata la cooperazione con diverse scuole dell’albese e dell’astigiano, in particolare il Liceo Linguistico e delle Scienze Umane Leonardo da Vinci, il Liceo Scientifico Leonardo Cocito, l’Istituto Piera Cillario per quanto riguarda la città di Alba e il Liceo Classico Vittorio Alfieri e l’Istituto Statale A. Monti nella città di Asti. I volontari della Collina infatti hanno avuto la possibilità di conoscere i ragazzi ed esporre il progetto dell’associazione con il fine di trasformare l’alternanza scuola-lavoro, spesso vista in maniera negativa dagli studenti, in un’esperienza di crescita personale e condivisione.

E così è avvenuto. Già durante i corsi di formazione (le cui ore già possono essere scalate dal monte ore previsto dall’alternanza) i giovani volontari hanno potuto confrontarsi, analizzare e conoscere gli aspetti medici e i risvolti psicologici della malattia oncologica infantile.

In Collina invece i ragazzi hanno partecipato attivamente nell’organizzazione e gestione delle attività delle famiglie da noi ospitate, occupandosi prevalentemente dei bambini e dei loro momenti di gioco.

Ma, cosa più importante, hanno potuto confrontarsi su questioni che non si possono apprendere sui libri di scuola: il contatto con l’altro, molte volte non immediato né semplice da comprendere, il rispetto degli orari, la grande sinergia che nasce dal reciproco ascolto e dalla collaborazione tra volontari. “Se a scuola possono raccontarci tutto sul cancro da un punto di vista medico, con paroloni, numeri e statistiche, in Collina ho imparato qualcosa che nessun libro potrà mai insegnare: la voglia di vivere di questi bambini, la forza di andare oltre la paura, forza che si sprigiona quando corrono, saltano e ridono.” E sicuramente tutti questi ragazzi, gli adulti di un domani non lontano, hanno saputo affrontare le loro fragilità e tirare fuori grinta e un cuore grande. Hanno saputo mettersi in gioco nel gioco più sorprendente di tutti: il gioco della vita oltre la malattia.

E tu, cosa aspetti?